Villa Friedenberg – Chirignago – Venezia

 

 

Si trova di fronte all’incrocio di via Asseggiano con via Risorgimento nel comune di Venezia. È composta dalla casa padronale ottocentesca e da due corpi laterali, quello a sinistra costruito nel tardo Seicento, l’altro perpendicolare costruito nella metà dell’Ottocento. Probabilmente il complesso fu costruito su sede preesistenziale della famiglia  Prezzato, cosa confermata dalle mappe del catasto risalenti al 1781. Fu poi del generale ungherese Samuel Gyulaj e quindi ceduta alla famiglia Friedenberg, anch’essa ungherese e di stirpe ebraica. In questo periodo fu nota anche come villa Emma, dal nome di Emma Ravà, moglie del comm. Vittorio Friedenberg, che fu peraltro sindaco di Chirignago a inizio Novecento.

Alcuni articoli di quotidiani locali raccontano che è stata scoperta una stanza che racconta una storia di dolore che qualcuno ricorda e troppi ignorano: dal 1943 in poi il complesso è stato un centro di smistamento per gli ebrei che venivano spediti nei campi di concentramento.

Oggi ancora privata, è pressochè abbandonata e versa in grave stato di degrado, benchè se ne stia progettando il recupero.

È la classica giornata autunnale, una fitta nebbia ci accompagna in questa esplorazione e l’atmosfera è piuttosto spettrale. Entriamo facilmente da uno squarcio sulla recinzione, ma la vegetazione è come la nebbia, molto fitta. Ci facciamo strada spostando rami e spine andando un po’ alla cieca, finchè intravvediamo la sagoma di un edificio, il primo lato della villa con un po’ di fortuna lo abbiamo trovato ma non sembra messo molto bene. Gli accessi sono sbarrati e la vegetazione ha preso il soppravento, ci guardiamo attorno e vediamo anche l’altro lato dell’edificio che per una gran parte è crollato ritrovando solo un grosso mucchio di macerie, notiamo che proprio dove c’è stato il crollo ci sono tre ingressi aperti. Il primo presenta una vecchia scala di legno che porta hai piani superiori, ma è in condizioni davvero precarie; il secondo sembra essere un vecchio magazzino, troviamo infatti all’interno un baule e un armadio (vuoti), nel terzo ingresso invece troviamo una grande stanza, al centro una grossa colonna circolare sorregge il soffitto e in fianco vediamo un tavolo da disegno, che sembra abbastanza recente. Da qui ci sono altri accessi ma purtroppo non percorribili, in uno si esce in una corte sul retro ma sembra di essere in una giungla da quanto fitta è la vegetazione; negl’altri non si passa oltre, cumoli di macerie e materiali ci sbarrano la strada.

Sappiamo dell’esistenza di un buncher dietro alla villa che in tempo di guerra veniva usato per ripararsi dai bombardamenti, lo cerchiamo ma come già detto la vegetazione è veramente insidiosa pertanto decidiamo di abbandora l’esplorazione.

Sapevamo che questa villa era messa molto male ma non ci aspettavamo di trovarla in queste condizioni, vi lasciamo alla visualizzazione delle foto e non dimenticate di mettere un like alla pagina facebook.

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