Villa dell’Aviatore

Un aviatore in volo sopra il deserto del Sahara è costretto da un’avaria ad atterrare nel mezzo del nulla. Pensa di essere solo sotto il cielo trapunto di stelle, lontano mille miglia dalla civiltà. Quando all’improvviso, una voce lo sorprende: «Disegnami una pecora!». A parlare è un bambino, il principe del lontano asteroide B 612, su cui viveva in compagnia di tre vulcani e una rosa, piccola e vanitosa. Di lì è partito per un lungo viaggio attraverso il cosmo, durante il quale ha incontrato tanti bizzarri personaggi : un re solitario, un vanitoso che loda solo sé stesso, un arido business-man, un ubriacone che beve per dimenticare, uno zelante lampionaio e un geografo, imparando da ciascuno le piccole grandi verità che compongono il mosaico della saggezza umana. Approdato infine sulla terra viene avvicinato da una volpe che gli chiede di essere addomesticata e gli rivela il segreto più prezioso: quello dell’amicizia. Ma al termine del racconto è tempo per l’uomo e per il bambino di separarsi: il piccolo principe deve far ritorno alla sua rosa. Non prima di aver fatto dono al pilota del suo sorriso e di un confortante messaggio: ogni volta che alzerà lo sguardo verso le stelle saprà che lassù c’è un piccolo principe che veglia la sua rosa.

Perché raccontarvi questa storia? Perché dopo aver scoperto la storia di questo luogo abbiamo trovato un po’ troppe somiglianze tra il racconto di Antoine de Saint-Exupéry e i precedenti proprietari di questa maestosa villa.

<< Adesso so di aver acceso ulteriormente le vostre curiosità!! >>

Bé onestamente qualcosa l’avrete capito grazie al nome che abbiamo dato a questa villa, pertanto avrete capito che un tempo questo luogo fu la dimora di un aviatore, ma non di un aviatore qualunque, ma di un eroe del nostro Paese durante la prima guerra mondiale, mentre gli ultimi proprietari furono una nota famiglia circense i quali usavano la villa e il suo maestoso parco di circa 65 mila metri quadri per addomesticare i loro animali, si proprio come il piccolo principe con la volpe.

Nell’esplorazione di oggi mi trovo senza la mia partner, Deborah fotografa della squadra, è dovuta mancare per impegni di lavoro. Assieme a me c’è Gianluca Zhurbex nostro affiliato e spesso compagno fidato di avventure, oltre a noi c’è anche Giancarlo del canale Youtube Ghost Hunters Venezia che ha voluto accompagnarci per tentare con le sue indagini ma questo non è il nostro campo e non sarà quello che vi mostreremo.

Il parco è maestoso ed insidioso, il largo abbandono ha dato libero sfogo alla natura rendendo il nostro percorso molto difficile. Arrivati di fronte a questa incredibile dimora rimaniamo incantati dalla sua maestosità, la torre è il punto più alto e fa nascere in me il forte desiderio di conquista, purtroppo una volta varcata la soglia mi rendo conto che la struttura è messa malissimo e il mio desiderio presto si trasforma in un incubo.

Provo a salire al piano al piano superiore camminando tra travi e macerie alla ricerca della scala che mi permette di raggiungere l’Olimpo e quando la trovo mi rendo conto che è impossibile salirci sopra perché appesa per miracolo alla parete e qui i miei sogni si infrangono.

Non è di certo uno dei luoghi più spettacolari che abbiamo esplorato fino ad ora, resta comunque una bella esplorazione che molto probabilmente nessuno prima di noi aveva esplorato.

Ringrazio Gianluca per la bellissima scoperta.  

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Anche se dalle nostre foto e dal nostro video potrebbe non sembrare, questi luoghi son davvero molto pericolosi, pertanto vi invitiamo a non imitarci, ed anche se noi sappiamo bene quello che facciamo la percentuale di rischio in questi luoghi è davvero altissima anche per noi.