SugarReef

Apre la  stagione invernale  nel 2011/12 della famosa discoteca  SugarReef con grandi modifiche strutturali del locale, nuove scenografie e arredamenti, un successo per i ragazzi del sabato sera tant’è che il proprietario e soci hanno inserito un format estivo, anche questo molto gradito dai giovani. Era il locale numero uno del veneto il più grande di tutta la zona, con ristorante e pizzeria al suo interno, ma quella sera maledetta del 2013 qualcosa andò storto, un incendio di vaste proporzioni l’ha distrutto completamente, le cause dell’incendio si propendono per un corto circuito visto che è stato verificato che tutte le porte risultavano chiuse con catene e non sembra esser stato provocato. Sembra che l’innesco dell’ incendio sia stato nella parte centrale della discoteca dietro le cucine. Paradossalmente, proprio la cucina è l’unica parte del locale di mille metri quadrati che si è parzialmente salvata. Danni ne ha subito anche il bar che si trova a fianco della discoteca che è stato parzialmente allagato dall’acqua impiegata dai vigili del fuoco. La fortuna ha voluto che quella sera il locale fosse chiuso non coinvolgendo persone, ma la sera dopo sarebbe stato riaperto per la festa di Halloween. Purtroppo ancor oggi il locale è in stato di abbandono causa i moltissimi danni subiti, ma nel frattempo i proprietari hanno riaperto un altro locale in un’altra sede.

L’esplorazione di oggi sembra inverosimile, appena mettiamo piede all’interno del locale, davanti a noi si presenta un scenario surreale. Ci troviamo in quel che un tempo era la sala da ballo, ovunque il nostro sguardo si posa trova l’impronta del vecchio incendio, è rimasto tutto fermo a quella notte del 2013, sembra di camminare in un campo di battaglia. Son rimaste intere solo le strutture di ferro sebbene ricoperte dalla ruggine e in mezzo a quel disordine si intravvede la struttura del bar, la riusciamo a riconoscere dalle due RR marchiate sullo scudo del bancone. La cosa più inquietante è alzare lo sguardo e non trovare il soffitto ma vedere il cielo, lunghe e grosse travi, un tempo robuste ma adesso bruciate dalle fiamme, sembrano caderti in testa da un momento all’altro.

Dopo qualche scatto, entriamo nelle cucine e la cosa strana è che da quella porta l’incendio non è oltrepassato, nessuna traccia di fiamme e fumo, solo un angosciante silenzio nella penombra. Accendiamo le torce e proseguiamo, saliamo le scale e troviamo i vecchi uffici, qualche vecchia foto appesa ai muri ci mostra quel che era lo splendore di questo locale.

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