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Edificato nel 1874 in località Bastia, su disegno di Francesco Sarti per conto del conte Cesare Scarselli, fu per anni uno dei più “imponenti” palazzi padronali di Pegola, come l’edificio della vicina ex azienda agricola Cacciari, oggi conosciuto come Palazzo Tesi. Nei primi anni del Novecento, Palazzo Scarselli e l’omonima azienda agricola furono acquistati dal signor Brenno Venturi che utilizzò una piccola parte dell’edificio per uso abitativo, mentre la maggior parte dei vani furono adibiti a magazzino per lo stivaggio del riso e come ricovero di attrezzi agricoli.
Nello stesso luogo, sorge il piccolo oratorio originariamente dedicato a “Santa Maria della Valle”, fatto edificare dalla nobile famiglia Guastavillani che cedette l’intera azienda agricola alla famiglia Scarselli, quindi ai Venturi. Nei primi anni del Novecento, l’oratorio fu dedicato alla “Madonna del Rosario”. Oggi, purtroppo, è in totale abbandono come l’intero borgo Bastia.

L’abbiamo chiamato così poiché completamente vuoto, ma onestamente quando siamo arrivati in prossimità di questo luogo, non conoscevamo quanto riportato qui sopra, non sapevamo dell’esistenza di questo luogo finché non ci siamo passati casualmente davanti ed è stato quando abbiamo scoperto la storia di questo luogo che abbiamo deciso di pubblicare questo articolo.
Da fuori il palazzo è imponente e i decori molto particolari e sofisticati, purtroppo non possiamo dire lo stesso del suo interno, ridotto ormai ad una latrina per piccioni, tra la sporcizia e le montagne di guano possiamo notare la vecchia pavimentazione pregiata.
È un vero peccato che sia lasciato tutto in questo stato.
Mentre uscivamo abbiamo notato anche la piccola chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, ma anche qui la sosta è stata breve poiché le condizioni al suo interno sono davvero molto pietose.

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Anche se dalle nostre foto e dal nostro video potrebbe non sembrare, questi luoghi son davvero molto pericolosi, pertanto vi invitiamo a non imitarci, ed anche se noi sappiamo bene quello che facciamo la percentuale di rischio in questi luoghi è davvero altissima anche per noi