Olio Cuore

Nasce come azienda molitoria nel 1920, all’inizio era costituita da due mulini, uno a Parma  ed uno a Carrara; poi nel 1930 era stato costruito il molino di Porto Marghera, dove potevano attraccare le navi con le materie prime o per ritirare il prodotto finito. Nel 1937,  venne acquistato questo molino, la ditta con quattro mulini  diventa una delle più importanti società molitorie italiane. Durante la guerra, lo stabilimento lavora diversi cereali, tra i quali il mais, dalla macinazione del mais per fare la farina per polenta, si ottiene, come derivato, il germe di mais, che contiene molto olio. Nel 1941 viene installata la prima pressa per la spremitura dell’olio, allora così prezioso. Nell’immediato dopoguerra, la realizzazione di un impianto di raffinazione consentirà di arrivare al prodotto finito, dapprima venduto sfuso e successivamente in lattina. Nel 1957  viene lanciato sul mercato l’olio di semi Topazio, che attirerà subito l’attenzione del consumatore italiano, facendone il prodotto leader del mercato. Il suo successo promuove un secondo prodotto, nel 1959 nasce l’olio Cuore, il primo olio di mais dietetico, la produzione viene potenziata con nuove tecnologie, (nuova raffineria, fabbrica delle lattine, litografia, laboratori di ricerca). A Porto Marghera viene costruito un grande silo sul canale industriale sud per ricevere via nave dalla Bulgaria, dal Canada i semi oleosi che poi vengono spremuti .  Sono anni molto frenetici: si lavora tutti con grande entusiasmo e lo stabilimento diventa sempre più grande, con fabbricati e sistemi tecnici sempre rispettosi dell’ambiente. Nel 1970 viene acquistata un’azienda a Parma, una delle prime del settore che produce prodotti da forno: grissini, fette biscottate e cracker. Nel 1974, le vicende che hanno visto ingiustamente penalizzato il marchio Topazio, causano un rallentamento di tutti i programmi di sviluppo, determinando la fermata completa dell’impianto di estrazione dei semi. Iniziano anni difficili per l’azienda che si vede costretta ad impiegare risorse per far emergere la verità, trascurando l’innovazione e il marketing. Dal  1975 iniziano le collaborazioni con altre aziende con l’obiettivo  di riprendere il cammino interrotto. Sono anni di duro lavoro, con sacrifici di tutti, e  poco a poco, le cose si mettono al meglio, uno sali e scendi e un via vai di collaborazioni con ditte e manager esterni fino ai giorni nostri,  ci furono investimenti  sbagliati, e troppi progetti da realizzare, pian piano tutto va a rotoli fino alla chiusura definitiva. Questa è una storia che conta più di 80 anni, nata tra le due guerre, ha vissuto la ricostruzione, il miracolo economico e poi la distruzione.

eccoci qua ancora una volta con il nostro caro amico David della pagina Urbex Reflex FVG, ci troviamo in un insolito pomeriggio a fare esplorazione, sappiamo già la storia di questo edificio, ci siamo passati mille volte davanti, abbiamo sempre rimandato non sapendo nemmeno  il motivo, comunque ora siamo qui, l’edificio è enorme non ce l’aspettavamo così grande, ormai non rimane  più niente è chiuso da più di 20 anni e subì  un grosso incendio anni indietro, i capannoni sono distrutti, vandalizzati, corrosi dal tempo, non c’è molto da vedere, una cosa abbiamo trovato interessante, la parte delle cabine di controllo con un grosso ingranaggio probabilmente la vecchia turbina del mulino. Incomincia far buio e non vogliamo stare qui, rende tutto più pericoloso, quindi decidiamo di non  proseguire, con la speranza di ritornaci ancora.

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Anche se dalle nostre foto e dal nostro video potrebbe non sembrare, questi luoghi son davvero molto pericolosi, pertanto vi invitiamo a non imitarci, ed anche se noi sappiamo bene quello che facciamo la percentuale di rischio in questi luoghi è davvero altissima anche per noi.