L’Ospedale degli Innocenti

L’inizio di tutto fu nel 1880, quando cominciarono i lavori per la costruzione dei due forti, non molto lontano da questo luogo, venne costruita una caserma militare in grado di ospitare molti soldati in caso di guerra. Dopo il 15-18, il Ministero della Guerra passò la caserma al Demanio, che ci mandò un custode. Negli anni in cui lo stabile era di proprietà del Demanio, il custode mandato nella caserma, trasformò lo stabile in un luogo di ristoro per montanari e turisti, questo fino al 1934, quando 2 dottori acquistarono il complesso e lo trasformarono in una colonia estiva per ragazzi e ragazze affetti da problemi respiratori e bisognosi di cure montane. Era un istituto pediatrico per bambini malati di tubercolosi, con un’età che variava da un anno ai 20 anni. Era gestito da suore, c’era un medico, le maestre che venivano fare scuola, le inservienti per le pulizie, un giardiniere, un prete che andava a fare messa la domenica mattina. Negli anni settanta, a seguito di un ampliamento la struttura venne attrezzata per la permanenza di 200 bambini, questi erano la maggior parte Veneti e stavano lì dentro finché la malattia era in regressione, cioè anche dopo un anno e mezzo o due e a volte tre. Testimonianze dicono che c’era qualche bambino che quando arrivava non camminava ancora e si faceva la quarantena d’isolamento, ogni 15/20 giorni i genitori potevano vedere i bambini e stare con loro la domenica mattina e pranzare fuori, altre testimonianze raccontano che fra le varie suore vi fu una incaricata a dare un numero ai ragazzi, serviva un po’ per identificarli,  era cucito sui vestiti per poi riconoscerli quando venivano lavati. Inoltre, quando arrivavano, i bambini erano obbligati a fare la “quarantena” cioè venivano confinati in un’ala dell’edificio, tale luogo veniva chiamato dai piccoli pazienti “Filtro”. Purtroppo raccontano che quelli non furono anni felici, non solo perché ammalati ma perché, sembra, le suore infliggessero torture psicologiche ai poveri pazienti. Una signora, che fu ricoverata lì fra il 1966/67 racconta che, quando arrivati, venivano completamente rasati i capelli, messi in quarantena e lì, invece di dare conforto ai poveri piccoli bambini di soli 2-3 anni che piangevano, venivano strattonati, percossi e minacciati di non piangere, finita la quarantena le cose non miglioravano e le violenze psicologiche erano all’ordine del giorno. Per fortuna il sanatorio venne chiuso nel 1983 e riconvertito come colonia estiva. Attualmente l’Istituto è in disuso, giace in degrado causato dal tempo e dai soliti vandali.

La giornata di oggi non è delle migliori, ma questo solo per le condizioni meteorologiche, oggi esploriamo un enorme complesso in compagnia di nuovi amici, quella di oggi è per noi una nuova esperienza, è la prima volta che esploriamo con persone che non hanno mai fatto urbex in vita loro, pertanto i rischi sono maggiori, rischi che sono soprattutto rivolti verso le nostre persone, si perché in questi luoghi ci si può far male e quando si visitano bisogna tener gli occhi sempre ben aperti. La struttura non è messa per niente bene e onestamente non è di certo tra i migliori che abbiamo visitato fino ad ora, però questo posto ha una storia molto lunga e ci piaceva raccontarvela. Tutto sommato è stata una bellissima esperienza sia per noi che per i ragazzi che hanno avuto il loro primo accesso nel mondo dell’abbandono, penso che resterà a tutti un fantastico ricordo.

Speriamo di esser riusciti a trasmettere anche a voi quello che abbiamo vissuto durante questa esplorazione.

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Anche se dalle nostre foto e dal nostro video potrebbe non sembrare, questi luoghi son davvero molto pericolosi, pertanto vi invitiamo a non imitarci, ed anche se noi sappiamo bene quello che facciamo la percentuale di rischio in questi luoghi è davvero altissima anche per noi