La Chiesa Blu

Non metteremo il vero nome di questo istituto, ma lo chiameremo con il nome usato da tutti gli Urbex, ovvero “LA CHIESA BLU”.
Impresa grandiosa realizzata negli Anni Trenta, nel momento di recessione che fece fallire tutte le banche  ad eccezione della Cassa di Risparmio (risparmiata dal Governo), che non toccò il Signor G. di R., che aveva destinato tutti i suoi beni (ed erano molti) alla Compagnia di Gesù con un disegno preciso: restituire alla sua terra, in cultura, quanto lui e i suoi antenati avevano ricevuto in pertiche.  “Assicurava al Collegio l’indipendenza economica con la garanzia dei proventi della possessione (la Pussiòn) del Castello di S.P., qui ebbero scuola e convitto ragazzi provenienti da altre città. L’istituto fu per decenni una magnifica realtà scolastica e formativa, grazie anche alla grande dotazione di spazi, attrezzature d’ogni genere, apparecchi scientifici, mezzi audiovisivi, biblioteca ricchissima.”
Gli anni del Seminario Minore (1932-1966) sono documentati con l’elenco dei Rettori e Superiori, dei Padri e dei Fratelli Gesuiti e quelli della Scuola media (1964 – 1984), dai nomi degli studenti licenziati, spesso accompagnati dalla fotografia di classe. Nelle pagine finali la cronologia e la crono tassi di 90 anni di storia.
Scrive il vescovo mons. G.A.: una missione ben presente nel cuore e nella mente di tanti ex alunni, grati per tutto quanto hanno ricevuto all’interno dell’istituto di R. ci colpiscono poi le numerose forme di stima riservate a padre A.B., superiore e preside dell’Istituto. Le esperienze qui raccolte mettono in luce l’importanza della missione della scuola; uso volutamente questo termine “missione”, piuttosto che “funzione”, perché la missione mette subito in risalto la centralità educativa della scuola, nel nostro contesto il Collegio dei Gesuiti di R.

Questa esplorazione per noi è stata fino ad oggi, non diciamo la più bella ma sicuramente rientra nella nostra top ten delle più emozionanti.
Davanti a noi si presenta subito la facciata di questa chiesa, costeggiata da un imponente edificio a “L” e già questo è stata una forte scossa di emozioni.
Questo luogo noi già lo conoscevamo e sapevamo cosa andassimo a vedere, ma una volta ritrovati a camminare per i suoi lunghi corridoi esplorandolo di stanza in stanza, con il silenzio che ci accompagnava nella penombra, le emozioni davvero andavano a mille.
Non staremo qui ad elencare tutte le stanze e tutte le cose che abbiamo visto, lasciamo che le nostre foto e il nostro video vi riempiano di emozioni e speriamo che lo facciano come, o quasi, le abbiamo vissute noi.

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