Ex Ospedale al Mare di Lido di Venezia

ingresso dell’ospedale
vista aerea
spiaggia dell’ospedale
viale padiglioni
teatro Marinoni

L’intero complesso dell’ex Ospedale al Mare fu inaugurato ufficialmente nel 1933, ma la sua storia di donazioni ed impegno volontario, iniziava 63 anni prima, quando, nel 1870 fu costruito sulla spiaggia in zona Quattro Fontane, l’Ospizio Marino, prima struttura in legno per ospitare e curare, con terapie marine, 200 bambini malati di tubercolosi. Questa operazione fu resa possibile da una collaborazione tra il Comitato di beneficenza che cercava di promuovere la creazione al Lido di un luogo per la cura dei bimbi scrofolosi di tutto il Veneto, i numerosi donatori e l’imprenditore Giovanni Battista Fisola che offrì al comitato il terreno, in cambio di una cifra simbolica. Già nel 1873 il primo ampliamento porta la ricettività dell’Ospizio a 450 letti e grazie alle continue donazioni l’Ospizio riesce a garantire il suo servizio.
E’ il 1933, l’Ospizio Marino diventa Ospedale al Mare.

“Da allora, e in continuità con il passato, l’assistenza sanitaria, la riabilitazione e le cure con le risorse ambientali continuarono a coesistere al Lido per il turismo e per la popolazione, in una sinergia fra le forze produttive e le attività mediche e talassoterapiche, fra la filantropia e l’imprenditorialità.”

Proclamato ospedale di prima eccellenza nel 1939, l’OaM fino agli anni che precedettero il suo progressivo abbandono, fu una cittadella della salute, delle arti e dei mestieri; un esempio ne è l’Archivio dei dati raccolti dall’Osservatorio Bioclimatico nell’intero periodo dal 1940 al 2003. Infatti, sull’arenile antistante il fabbricato di Radiologia dell’Ospedale al Mare, uno spiazzo recintato ospitava gli strumenti per le osservazioni quotidiane dei principali parametri meteorologici, una vasca evaporimetrica, un raccoglitore pluviometrico, la manica a vento e varie attrezzature per campagne di rilevamenti sperimentali o temporanei. I restanti apparecchi erano sistemati in parte su un terrazzo dell’edificio ad una altezza di 21 m s.l.m. ed in parte nell’ufficio sottostante, dove era collocato il Barometro Fortin con il pozzetto all’altezza di 11 m s.l.m. Inoltre l’Ospedale al Mare vantava di una biblioteca, di officine per gli artigiani, di cucine, di lavanderie, di la zone sporitive, di una chiesa, di un teatro, della scuola, della spiaggia. Nel 1955, vengono registrati 10.000 ricoveri, 1400 letti e 450.000 visitatori. Nel 1969, 1500 lavoratori.

Nel 1975, il Ricreatorio Marinoni, con il suo Teatro, vengono chiusi. Da questo momento ha inizio un lento processo di progressivo smantellamento degli edifici, che porta alla dimissione dell’intero ospedale nel 2006. Ogni cosa viene lasciata in attesa di un domani.. i mobili, gli appunti, le analisi dei pazienti, il materiale sanitario, gli abiti, i libri.. Tutto rimane sospeso, in attesa, vulnerabile oggetto di furti e atti vandalici.

 

 

 

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Questo luogo per noi ha un importanza speciale, perché è la nostra prima esplorazione ed è stata puramente casuale. Eravamo in zona per degli scatti fotografici in riva al mare quando la nostra attenzione è stata attirata da questa struttura. Conosciamo questa zona e sappiamo che quello è l’ex ospedale al mare e ci assale un senso di curiosità mai provata prima, quindi ci avviciniamo armati delle nostre reflex, ma subito notiamo che non siamo soli, a prima impressione ci sembra un accampamento, con panni stesi e pentole appoggiate su dei fornelli improvvisati. Tutto questo all’interno di una recinzione ceduta, che delimita il perimetro dell’ospedale. Indecisi se entrare o meno si avvicina un ragazzo e il nostro primo pensiero non è stato rassicurante, ma lui con aria amichevole ci saluta, gli diciamo che siamo li per fare qualche foto e senza problemi ci indica dove passare chiedendoci delle monetine.
Da qui inizia l’avventura, lo scenario che si presenta davanti ai nostri occhi non è proprio quello che immaginavamo, la natura ha preso il sopravvento dell’intero viale, un silenzio angosciante ci invade di tristezza e ci fa riflettere.
Ci addentriamo nel primo padiglione camminando tre macerie di vecchi intonaci e vetri fracassati da vandali, le pareti per la maggior parte sono grafitate. Ci troviamo in lungo corridoio con porte da entrambi i lati, molte di queste erano aperte e all’apparenza sembravano degli ambulatori, continuiamo a guardarci intorno con la paura di incontrare qualcuno, in una di queste stanze il pavimento a stento si vede, è completamente ricoperto di documenti e referti medici. Proseguiamo e troviamo delle scale, decidiamo di salirle fino all’ultimo piano e arrivati alla fine troviamo una porta che sbuca su di un terrazzo, da qui vediamo i padiglioni dall’alto o quel che ne resta e notiamo la vastità della struttura abbandonata a se stessa, a questo punto ci rendiamo conto che di bello non c’è niente da vedere ma solo strutture in rovina, pensando di aver visto ormai tutto ci giriamo dall’altro lato, quasi da non credere, uno spettacolo..”IL MARE”..pensa un ammalato ricoverato che aveva la fortuna di guardare fuori dalla finestra e vedere il mare.
Scendiamo di nuovo nel viale e vediamo una piccola chiesa, ci sarebbe piaciuto entrare a vederla ma purtroppo tutte le vie di accesso sono chiuse e sbarrate da tavole di legno. Quindi attraversiamo il viale ed entriamo in un altro padiglione, dove scopriamo delle celle frigorifere e dei piccoli tavoli di marmo e il primo pensiero è di essere dentro l’obitorio, ma poi con un sorriso esclamiamo “cucina” bé il dubbio c’è e rimane, comunque proseguiamo. Sappiamo dell’esistenza di un teatro, il “Teatro Marinoni” e ci mettiamo alla ricerca, ma purtroppo anche questo come la chiesa è sbarrato con tavole di legno, veramente un peccato ci sarebbe piaciuto molto vederlo ed immortalare quel che ne rimane.
Qui si conclude la nostra esperienza presso la struttura dell’ex ospedale al mare del Lido di Venezia.