Cantina Sociale della Provincia di Venezia

In questo articolo non vi parleremo del nome e neanche della zona in cui si trova questo luogo, visto che dall’esplorazione fatta e dalle nostre ricerche successive abbiamo scoperto che questo luogo è stato abbandonato perché l’azienda che lo occupava ha dovuto trasferirsi  poiché il comune ha attuato un progetto di riqualifica della zona; pertanto da qui in poi la nomineremo come la cantina sociale della provincia di Venezia.

La cantina sociale è stata fondata nei primi anni del 900, è stata una delle prime a nascere  nel territorio. In questa zona incombeva il problema del continuo crescere della produzione che imponeva l’allargamento delle cantine aziendali o l’adattamento al confuso affollamento al momento della raccolta.
È in questo ambito che si andò maturando l’idea di realizzare una cantina sociale.
Un grosso investitore decise così di affrontare il problema, costituì un comitato con alcuni agricoltori ove creò una forma di cooperativa.
Il primo obiettivo fu quello di raccogliere le adesioni dei soci, che dovevano impegnarsi a consegnare l’uva alla cantina per raggiungere i 10.000 quintali, minimo necessario per assicurare l’esercizio economico dello stabilimento enologico. Non fu affatto facile vincere le incertezze e le titubanze degli agricoltori: di fatto solo 31 furono i soci fondatori, con un impegno di apporto di 9.435 quintali di uva, appena sufficienti a confrontare i promotori nel proseguimento della attività.
Si giunse così alla costituzione della cooperativa  con atto notarile fu nominato il consiglio di amministrazione, il presidente e il vicepresidente.
La cantina passò dalla lavorazione di 9.555 quintali di uva nel primo anno di attività a ben 61.474 quintali a distanza di soli 6 anni e, ad una crescita esponenziale nel dopoguerra, imponendosi, in tal modo, come una delle più importanti e solide istituzioni della cooperazione vitivinicola italiana.

L’esplorazione di oggi è stata un po’ per caso, ci siamo trovati davanti a questa struttura non sapendo cosa fosse, iniziamo a fare alcune foto dall’esterno ma ci sentiamo osservati, infatti c’è un signore che scruta i nostri movimenti, allora ci avviciniamo e nota che siamo dei fotografi, chiediamo cosa fosse stata la struttura davanti a noi e gentilmente ci dice che quella era la vecchia cantina sociale e ci racconta che la società si è trasferita ad un altro indirizzo poiché c’è in atto un piano di riqualifica dell’area urbana, salutiamo e ci avventuriamo in questa nuova scoperta. Una volta dentro notiamo subito due accessi uno a destra ma sembra esser chiuso dall’interno ed uno a sinistra con la porta semiaperta, ci troviamo all’interno di un capannone, da qui capiamo che ci sono dei passaggi interni e che è possibile accedere anche all’altro edificio. Sapendo che questo luogo era in abbandono causa trasferimento, non ci aspettavamo di trovarci nulla al suo interno, invece, le sorprese sono state in abbondanza, dalla scoperta di un ex laboratorio analisi, a quella di trovare due enormi botti in legno, a molto altro ancora.

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Visto le condizioni integre e non vandalizzate di questo luogo, chiediamo gentilmente a chiunque lo dovesse riconoscere di non commentare e condividere la sua posizione.